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Monday, August 21, 2017

Quaranta citta' di California portano in causa Exxon e Shell per aver causato cambiamenti climatici















Piano piano iniziano le lotte dal basso contro i cambiamenti climatici.

Siamo in California dove sono partite le denuncie in tribunale contro i petrolieri e i loro amici fossili del carbone perche non hanno spiegato sufficentemente alla popolazione i rischi dei loro prodotti, e anzi li hanno tenuti nascosti.  Primo fra tutti i cambiamenti climatici.


A portare aveti queste cause sono due contee vicino a San Francisco che si chiamano Marin e San Mateo. Assieme a loro la citta' di Imperial Beach, piu a sud, vicino a San Diego. In totale rappresentano 40 citta.

Marin, San Mateo e la cita' di Imperial Beach hanno portato in causa 37 ditte di petrolio perche' hanno emesso gas serra pericolosi all'ambiente, sapendo di portare stravolgimenti al clima. 

Le ditte portate in causa sono Exxon, Shell e altre trentacinque petrolditte minori perche' per quasi 50 anni i loro gas serra e l'inquinamento da petrlio ha avuto forti conseguenze sul clima e sugli oceani del paneta. Secondo le stime, il 20% di tutte le emissioni sul pianeta e' venuto da oil ad gas, dal 1965 al 2015. Allo stesso tempo questi signori del petrolio hanno nascosto gli effetti nefasti dei loro prodotti e delle loro attivita' al pubblico, e hanno messo su enormi campagne pubblicitarie per promuovere petrolio e affini senza spiegarne le conseguenze.

L'American Petroleum Institute, che rapprensenta i petrolieri, non ha avuto niente da commentare.
Non sara' facile prevalere in corte, perche' non bastera' dire "hanno estratto petrolio", occorrera' provare che le emissioni di Mr. Big Oil hanno causato l'innalzamento dei livelli del mare di un certo numero di millimetri o di centimetri, e che hanno causato aumento di temperatura, e di quante frazioni di grado.
E' difficile ma non impossibile, visto che e' stato fatto, a suo tempo, contro i signori del fumo.
Perche' San Mateo e Marin e Imperial Beach?
Perche' dicono che gia' adesso vedono gli impatti finanziari dei cambiamenti climatici sulle loro coste, con aumenti di livello del mare, erosione e danni alle infrastrutture pubblice, fra cui impianti di depurazione, strade e spiagge. Il costo e' di vari milioni di dollari all'anno.
Il sindaco di Imperial Beach, Serge Dedina, dice che non hanno le risorse economiche per far fronte a tutte le misure di adattamento necessarie e per far fronte ai livelli del mare che salgono. Diceche non e' giusto che commericanti, ristoratori e il pubblico paghino per queste spese straordinarie, quando e' chiaro che la colpa di questi stravoglimenti e' di chi ha estratto petrolio e gas sapendo di causare modifiche al clima senza rendere il pubblico partecipe.

Di cause contro i petrolieri ce ne sono gia' diverse in tutta l'America.

Gli stati del Massachusetts e di New York stanno investigando la Exxon sui suoi studi semi-segreti sui cambimenti climatici e per avere potenzialmente ingannato il pubblico. 
Da dove sono partite queste cause? Dal giornalismo investigativo: nel 2015 Inside Climate News, una non-profit assieme alla Columbia University School of Journalism e assieme al Los Angeles Times hanno scovato tutta una serie di vecchi articoli e studi della Exxon in cui quaranta anni fa si prediceva con sorprendente accuratezza tutto quello che sarebbe successo. Studi tenuti nel cassetto da Exxon e compari mentre si trivellava a piu non posso.

Ecco, questo e' il potere della stampa e delle universita' veramente libere, che non hanno da rendere conto a nessuno, e che sono a servizio della verita'.






Saturday, August 19, 2017

Luglio 2017, Luglio 2016: i piu caldi da 137 anni a questa parte





La NASA rilascia i dati sulla temperatura globale per Luglio 2017.

E' stato il piu' caldo dal 1880, cioe' da che teniamo il conto della temperatura sul pianeta, a parita' con il Luglio del 2016. I due mesi infatti, secondo il Goddard Institute for Space Studies della NASA, sono statisticamente indistinguibili.

Ma a differenza del 2016, il Luglio del 2017 e' stato fra i piu caldo di sempre *senza* le perturbazioni naturali dovuti a fenomeni periodici come El Nino. Cioe' mentre per il 2016 El Nino ha dato un contributo ad aumentare le temperatura, per il 2017 El Nino non e' stato presente.

Intanto tutto frigge e la temperatura media e' stata di 0.83 gradi Celsius maggiore della media, con ondate di calore ed incendi in tutto il mondo, dal British Columbia fino alla Spagna e all'Italia, con Lucifero che ha portato calore a Francia, Serbia, Romania e Croazia. 

Il giorno 21 Luglio 2017 a Shanghai, China, la citta' piu popolosa del mondo con 24 milioni di persone ha registrato la sua temperatura massima: 40.9 gradi centigradi.  Non era mai successo prima.

Nella Valle della Morte di California e' stata registrata la piu' alta temperatura media mai registrataper un mese intero: 42 gradi. Di media e per un mese intero.

Il pianeta non ha mai avuto un solo mese con temperature minori della media del 1984 ad oggi.
Il 2017 pare che sara' il secondo anno piu caldo di sempre, dietro al 2016, e prima di 2014, 2015.

Thursday, August 17, 2017

San Gervasio, Brescia: approvate trivelle su sorgente sismogenetica contro il parere dei comuni interessati






"Pur valutando che non vi possa essere alcuna interferenza con l'attivita', il proponente dovra' concordare con ARPA locale un piano di opportuno monitoraggio e di allarme in caso di contaminazioni accidentali

Ministero dell'Ambiente, sulle trivelle di Brescia.


Sogemont?

E chi e' costei?

Non lo sappiamo, ma sappiamo che avra' il diritto di trivellare in provincia di Brescia.

Anzi, su una sorgente sismogenetica, chiamata ITCS002 secondo quanto riporta l'Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia. Questa faglia puo generare terremoti di intensita' massima 6.1.

Per la precisione, questa Sogemont mettera' in produzione un pozzo di metano detto San Gervasio con la realizzazione di condotte per il trasporto del metano estratto.

Dai siti ministeriali viene fuori solo che questa Sogemont ha sede a Pisticci, Matera, e che almeno a quanto scritto in data odierna, 17 Agosto, il permesso San Gervasio e' dell'ENI al 100%.

Chissa' sara una spinoff dell'ENI?

Ad ogni modo, i comuni interessati sono Bassano Bresciano, Leno, San Gervasio Bresciano, Alfianello, Manerbio, Cigole, Pontevico, Milzano, Verolavecchia, Verolanuova, Pavone del Mella.

Notare bene che la zona e' gia' un concentrato di aree di stoccaggio metano, con gli impianti di stoccaggio di Bordolano e di Bagnolo Mella. Quindi San Gervasio sara' un altra fonte di perturbazione e di stress per i delicati equilibri sotterranei.

Ma che importa, alla fine non c'e' quasi niente che ferma i nostri eroi ministeriali.

E infatti, ormai questi decreti approvativi di Gianluca Galletti e di Dario Franceschini li conosciamo bene.

Finiscono quasi sempre nello stesso modo: non ci sono qui zone di pregio, fa tutto schifo, non "esiste alcuna possibilita' di interferenza diretta o indiretta tra le attivita' di realizzazione delle opere e delle attivita' di progetto e le aree di interesse ambientale o naturalistiche presenti".

E' come se l'Italia tutta fosse un deserto.

E quindi trivelliamo.

Anzi decretiamo la "compatibilita' ambientale" di un pozzo di petrolio alle porte di Brescia.

Come sempre, ci sono le prescrizioni: dovranno fare monitoraggio e studiare l'ambiente prima che si inizi a bucarlo. Sorgenti idriche, composizione chimica delle acque, e rumori dovranno essere identificati per capire come le trivelle li impatteranno.

Dovra' essere studiata la subsidenza del terreno, con rapporti biannuali.

Dovra' essere predisposta una rete antisismica che possa valutare terremoti di magnitudo 0.5 in su, e che possa identificare l'epicentro con una tolleranza di pochi centinaia di metri di errore. I dati dovranno essere trasmessi in tempo reale.

Dovranno essere usate le strade che causeranno minor danni alla viabilita' stradale, considerato che si tratta di mezzi pesanti.

Le luci dovranno essere posizionate in modo da non dare fastidio alla fauna, ma ai potranno superare i 70 decibel di rumore. Vuol dire che sara' fortissimo il rumore.

Infine, uno dei territori, il comune di Cigole, e' caratterizzato dalla presenza di reperti archeologici, e quindi ci vorra' la supervisione di un esperto della Sopraintendenza delle Belle Arti e del Paesaggio.

Quindi tuttapposto?

Tuttapposto proprio niente, perche' tutte queste cose servono, a mio parere, solo per dare una parvenza di controllo e di normalita'.

In realta' nessuno sa cosa accadra' alle falde idriche, alla stabilita' del sottosuolo, all'aria che respiriamo con queste operazioni programmate e con il loro risvolti "accidentali".

E dopo che abbiamo misurato sismicita' e susbisdenza ed inquinamento dell'aria e dell'acqua, che facciamo? Come torniamo indietro?

E infatti queste cose i comuni interessati le hanno capite e hanno per la maggior parte detto NO.

Eccoli qui, tutti i comuni che hanno espresso contrarieta' o forti dubbi su questo progetto:

Comune di Alfianello (Brescia)
Comune di Pavone del Mella (Brescia)
Comune di Pontevico (Brescia)
Comune di Manerbio (Brescia)
Comune di Verolavecchia (Brescia)
Comune di Leno (Brescia)
Comune di San Gervasio Bresciano (Brescia)
Comune di Cigole (Brescia)

Ma come sempre, la Sogemont ha scritto altre paginette di "controdeduzioni" e tuttapposto. Anche queste le abbiamo viste piu volte: il trivellante propone, i cittadini dicono no, il trivellante fa finta di riaggiustare un po le cose e voila'.

Il permesso e' accordato.

Cioe' il trivellante, in questo caso la misteriosa e sconosciuta Sogemont )con sede a Matera!) ha la prima e l'ultima parola su un territorio di Brescia.

Non e' giusto, e non e' democratico questo.

Qualcuno mi deve spiegare qual'e' la logica che spinge un ministero, una nazione, a prendere le decisioni contro il parere dei comuni e dei cittadini interessati in favore di una micro ditta sconosciuta?

Non c'e' logica, e se c'e' e' una logica sporca, inquinata, ingiusta, disgustosa.

Perche' la Sogemont e' piu' importante dei cittadini del Bresciano? Che ne sanno questi qui di Matera delle peculiarita', delle ambizioni, dei desideri di chi vive a Brescia?

E perche' Galletti e Franceschini sono sordi alle richieste del territorio?

E cosi torniamo alla domanda iniziale: chi e' la Sogemont? Perche' vuole venire a mettere a soqquadro queste cittadine del Bresciano?


Dal loro sito emerge che sono "Sogemont Srl Rifiuti di Apparecchiature Elettriche e Elettroniche"
cioe' altra monnezza!

Interessante che dal loro sito si descrivono come "Lorem Ispum" che e' quello che si mette nei siti precomprati per riempire spazio. Vuol dire che chiunque gli abbia messo su la pagina web non sapeva cio' che faceva!

E noi vogliamo dare a questi della Sogemont, con il loro Lorem Ipsum e con la loro esperienza nel recupero materiali elettronici, il nostro territorio allo scopo di trivelle?

Fuori da ogni logica, davvero.






























Wednesday, August 16, 2017

Le citta'-foresta di Liuzhou, Cina

 








Non sono una grande fan dei casermoni e del mettere assieme cosi tanta gente partendo da zero. Spesso cio' che si progetta sulla carta viene diversissmo da quello che poi si verifica, e in Cina ci sono gia' tanti casi di citta' create e rimaste fantasma per un motivo o per l'altro.

Ad ogni modo dalla Cina continuano ad arrivare idee per il 'green living', in questo caso l'idea e' delle 'citta' foresta' che dovrebbero combattere l'inquinamento e i cambiamenti climatici.

Siamo a Liuzhou, provincia di Guangxgi, zona di montagna e con 1.5 milioni di abitanti. L'architetto incaricato di realizzare questa nuova citta' satellite e' l'italiano Stefano Boeri, lo stesso delle foreste verticali di Milano.

La citta' satellite, nuova di zecca, si chiamera' Liuzhou Forest City, e sara' collegata all'esistente Liuzhou con treni e macchine elettriche. Ci saranno un ospedale e scuole, e verra' usata energia solare e geotermica per una citta' con 100-200 edifici pubblici tutti coperti di alberi.

Saranno piantati un milione di alberi da 100 specie diverse, mentre le facciate degli edifici saranno ricoperte da un totale di 40,000 alberi. 

Alla fine di tutto Liuzhou sara' la casa di 30,000 persone e grazie a tutti gli alberi che verranno piantati ovunque, verrano assorbite 10,000 tonnellate di anidride carbonica l'anno, mentre invece ne verranno prodotte 900 tonnellate di ossigeno. Si spera che tutto questo portera' anche alla diminuzione delle temperature, all'aumento della biodiversita', al ricreare habitat favorevoli per uccelli, insetti e piccoli animali. Tutto sara' competo, se le cose vanno per il verso giusto, entro il 2020.

Ovviamente e' tutto molto bello e spero che il salto dalla carta alla realta' sia ottimale. Un progetto simile, ai miei occhi, richiede un sacco di manutenzione nel corso degli anni, e quella che ho potuto vedere in Cina tutte le volte che ci sono andata, non appare delle migliori.

Spero pure che chi vive li impari a convivere con tutto questo "habitat", e con le piante essenzialmente in casa, perche' non sara' facile.

Ma a Nanjing altre due torri-foresta sono gia in costruzione, sempre sotto la guida di Boeri e c'e aria di ottimismo.

Lo stesso Boeri dice che le sue palazzine green e le sue citta' foresta non risolveranno i problemi di inquinamento della Cina, ma che sono un esempio, un inizio. Si augura che partendo da Nanjing e dalle sue due torri si possa arrivare a citta' piu grandi e piu complesse, come appunto Liuzhou e tante altre dello stesso stampo in giro per la nazione. L'idea e' di non costruire piu mega citta soffocate e soffocanti, invece tante nuove citta' medie, verdi e pacifiche.

Boeri ha 60 anni e da cinque anni ha un ufficio a Shanghai. Dirige qui un programma di architettura ed urbanistica presso la Tongji University. Vuole che le sue citta' verdi non siano rimarchevoli per la qualita' e il design degli edifici quanto per il verde che le avvolge, per la natura che cambia colore, per gli alberi che crescono con la citta'.  Si augura che il tutto venga repilicato, e anche copiato altrove se Liuzhou avra' successo.

Lo spero davvero, e che questa idea delle citta' green abbia veramente tanto successo, perche' abbiamo bisogno di piu verde, di piu bellezza, di piu idea di pace nelle nostre citta'.

E in Italia? Boeri e' Italiano. In Italia si continuano ad abbatteri alberi uno dopo l'altro, nelle citta', con l'idea che "fanno sporco". Che stoltezza. L'albero e' vita e pace, e' benessere e ombra, e' bellezza e frescura. Forse non abbiamo un Boeri per le nostre piccole e grandi citta', ma piantare alberi non e' difficile, e non e' difficile *promuovere* la cultura dell'albero.

Intanto in Cina vanno forte. Gia' programmano un'altra citta'-foresta sotto l'opera di Boeri, a Shijiazhuang, provincia di Hebei.

E' nella top ten delle citta' piu inquinate della Cina.  





Thursday, August 10, 2017

Il Costa Rica: primo paese del mondo a vietare tutta la plastica usa e getta











Il Costa Rica torna a far parlare di se come di un modello virtuoso.

Tutti abbiamo visto e leggiamo dell'enorme quantita' di plastica che finisce in mare, gli articoli che parlano di piu' plastica che pesci in mare. Tutti abbiamo visto le foto di animali marini e uccelli soffocati dalle buste di plastica. Loro, in Costa Rica,  hanno pensato di fare qualcosa.

Entro il 2021 sara' vietato tutto cio' che costituisce plastica mono-uso.

Tutto.

Bottiglie di plastica e buste di plastica. Forchette di plastica, contenitori in polistirolo. Bicchieri di plastica, inplasticamento mono-uso.

E il fatto che abbiano scelto la data del 2021, significa che sono seri: il 2021 sono quattro anni e sara' un cambiamento radicale che richiedera' tanta buona volonta' e lavoro.

Come faranno? Offriranno incentivi ma allo stesso imporranno obblighi ai produttori. Cercheranno di incoraggiare ricerca e sviluppo di nuove idee come per esempio l'uso di cellulosa acetata.

Quanti altri buoni esempi ci da il Costa Rica? Hanno abolito l'esercito, vanno a 100% rinnovabili da vari anni ormai, hanno in atto progetti di rimboschimento della foresta tropicale. E adesso niente piu' plastica usa e getta.

Il Costa Rica, certo e' un paese piccolo, e forse e' piu' facile attuare questi progetti in un paese cosi.

Nel loro piccolo pero' producono 4000 tonnellate di immondizia al giorno di cui il 20%, circa 800 tonnellate, finisce direttaemente nell'ambiente, spiaggia, foreste e fiumi perche' le discariche e i centri di reciclaggio non riescono a "catturare" tutto.

Pero' tutto questo dimostra che piccoli o grandi, con l'intelligenza e la programmazione,  si puo'. Si inizia sempre a scala piccola, ma a volerlo tutto si puo' adattare e pensare per societa' piu' grandi e complesse. A noi il compito di *volere* tutto questo, di mettere pressione ai governanti, di continuare a sensibilizzare a imparare cosa succede altrove. Di non pensare mai "e' impossibile" quando "come possiamo fare?"

Perche' a volerlo tutto e' possibile, da un mondo che va ad energia elettrica rinnovaibile ad un mondo plastica-free.

Bravi al Costa Rica che ci da sempre lezioni di grande progresso e rispetto ambientale.

Tuesday, August 8, 2017

All'industria fossile 5 trillioni di dollari l'anno in sussidi per avvelenarci











Il 6.5% del PIL mondiale finisce in sussidi all'industria fossile. Si tratta, nel suo complesso, di 5 trillioni di dollari.

Quant'e' 5 trillioni?

5,000,000,000,000

Dodici zeri.

Per fare un paragone, l'intero PIL dell'Italia e' di 1.85 trillioni.

Cioe' i soldi di tre italie finiscono per incentivare petrolio, gas e carbone!

Quindi, la prossima volta che uno dice "ah, il solare abbisogna dei sussidi per funzionare" , beh ecco la risposta.

5 trillioni i sussidi per Mr. Petrolio.

Di cambiamenti climatici, di inquinamento, di malattie parliamo spesso.

Ma qui c'e' un altro elemento: le fonti fossili funzionano e restano in auge anche grazie a quei sussidi, ai soldi che noi *regaliamo* ai petrolieri ed affini dalle *nostre tasche* per darci in cambio quei cambiamenti climatici, quell'inquinamento, quelle malattie che viviamo nelle nostre vite quotidiane.

E sono soldi che invece di andare a inventivare le cose giuste, le rinnovabili o le auto elettriche per dirne una, vanno dalla parte opposta.

5 trillioni. Anzi, 5.3 trillioni.

Questi numeri non li inventa la D'Orsogna, ma li rilascia uno studio appena pubblicato sul World Development Journal dove si quantificano i sussidi annuali all'industria fossile.

L'articolo e' scritto da David Coady, Ian Parry,  Louis Sears e Baoping Shang. Non sono dei pinco-pallino qualsiasi ma lavorano presso il Fondo Monetario Internazionale e sanno cio di cui parlano.

Nel 2013 i sussidi erano di 4.9 trillioni di dollari.
Nel 2015 erano 5.3 trillioni.

Questi sussidi sono calcolati come costi diretti dati dai governi, come agevolazioni fiscali, e incentivi, manipolazioni di prezzi, ma ci sono inclusi anche costi indiretti come le conseguenze dei cambiamenti climatici, morti da inquinamento e danni all'ambiente dovuto all'inquinamento causato dalle fonti fossili.

Anzi, la ripartizione e' cosi stimata:

Prezzi manipolati a favore dei petrolieri -- 22% dei sussidi
Costi collegati all'inquinamento -- 46% dei sussidi
Incentivi per la vendita di automobili (non elettriche!) -- 13% dei sussidi
Tasse passate ai consumatori -- 8%
Altri costi -- 11%

L'eliminazione dei sussidi avrebbe portato alla riduzione delle emissioni del 21%, avrebbe ridotto del 55% le morti per inquinamento. Il PIL sarebbe aumentato del 2.2%.

E perche' allora non ce ne siamo liberati ancora di questo petrolio, di questo gas, di questo carbone?

Perche non ce ne rendiamo conto.

Perche' il cancro quando arriva e' una disgrazia, un fato, una cosa a cui rassegnarsi e non qualcosa che spesso e' collegata all'ambiente malsano in cui viviamo.

Perche' non ci rendiamo conto che mortalita' infantile e' fortemente collegata all'inquinamento, con la mortalita' annuale a 1.7 milioni di bambini per inquinamento.

Perche' ci fa piu' facile vivere pensando ai tatuaggi, al telefonino, alla partita di calcio e alle sagre estive.

Perche' a voler fare qualcosa, anche solo informarsi, ci vuole tempo e voglia e perche' sforzarsi? Figuriamoci allora darsi da fare!

E poi un giorno, quando sentiamo cose brutte, e' troppo tardi.

I principali fornitori di questi sussidi sono Cina, USA e Russia.
L'Unione Europea offre meta' dei sussidi degli USA ai petrolieri.

Pensiamoci, ogni volta che ci viene detto che sole e vento non ce la possono fare.

Con 5 trillioni di dollari, ci compriamo una Tesla per tutti.


Monday, August 7, 2017

I cambiamenti climatici e il lago Kluane scomparso dallo Yukon


 Il lago Kluane, Yukon, 2017 

 Il lago Kluane, Yukon, 2015


Le acque del ghiacciaio che alimentava il lago Kluane 
seguono una strada nuova, prosciugando il fiume che finiva nel Kluane






Siamo a Kluane Lake, Yukon, Canada.

Il lago e' blu, e' calmo, e' circondato di pini e di pace.

Fino al 2016 almeno.

Adesso e' invece marroncino, polveroso e semi-morto.

E' finita' l'acqua.

Colpa, come potrebbe essere altrimeni, dei cambiamenti climatici, ma usando una dinamica nuova e inaspettata che ha fatto perdere l'acqua a Kluane Lake non nel corso di decenni, ma in un colpo solo.

L'acqua di Kulane arriva dal fiume Slims che a sua volta arriva dal ghiacciaio Kaskawulsh. Il fiume Slims e' un fiume a tratti possente, con acqua fredda.

A Maggio 2016 l'acqua del fiume scomparve del tutto. Neanche piu una goccia.
Con il fiume in secca, presto anche il lago scomparve.

E cosi Dan Shugar and Jim Best, dell'Universita' di Washington e dell'Illinois, decidono di studiare cosa fosse successo.

L'acqua era veramente scomparsa. 

Continuano ad esplorare il percorso del fiume Slims fino alla sorgente, al ghiacciaio Kaskawulsh.

Ed ecco la scoperta: si era creato un gigantesco canyon di 30 metri proprio ai piedi del ghiacciaio che invece di far scendere giu' l'acqua a valle ne alterava il corso.

Il pianeta si riscalda e il ghiacciao Kaskawulsh come la maggior parte di tutti gli altri indietreggia.
Ma a un certo punto collassa un pezzo di ghiaccio misto a detriti talmente enorme che ha cambiato tutta la geografia locale.

Il canyon porta l'acqua non piu' al fiume Slims ma una direzione diversa, dall'altra parte della montagna dove sorge il ghiacciaio, verso il fiume Alsek.

Hanno dovuto cosi inventare un nuovo nome per questo nuovo fenomeno, e l'hanno chiamato pirateria dei fiumi.

Cioe' un fiume che si prende l'acqua di un altro fiume.
In questo caso per colpa dei cambiamenti climatici. 

Le cose con molta probabilita' non torneranno mai come prima.

L'articolo dal titolo "River piracy and drainage basin reorganization led by climate-driven glacier retreat"e' qui, su Nature Geoscience.