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Friday, January 26, 2018

L'ENI si prepara a trivellare attorno alle isole Canarie






Questa notizia mi e' stata segnalata dalla mia amica Assunta - grazie!

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I permessi definitivi non sono ancora stati accordati, ma l'ENI ha in previsione di trivellare il mare al largo del Marocco. L'area si chiama Tarfaya e fatalita' vuole che siamo qui a soli 50 chilometri dalle Isole Canarie.

E cosi negli scorsi giorni c'e' stata una tempesta di articoli delle isole spagnole, gia' teatro di altre petrol-battaglie, perche' e' evidente che qui, sulle isole di Fuerteventura e Lanzarote si vive di turismo e le trivelle non c'entrano niente.

Le stime che circa l'86% dell'economia delle isole e' appunto da turismo. 

Non e' la prima volta che si tenta di trivellare le Canarie. Negli scorsi anni e decenni ci hanno gia' provato la portoghese Galp, la Australian Tangeri Petroleum,  e la spagnola Repsol. Nessuna ci e' riuscita, un po perche' il petrolio faceva schifo o era poco, e un po grazie alle proteste dei residenti.

Questa volta pero' tecnicamente le acque trivellande sono parte del Marocco, ma i timorie la rabbia alle Canarie sono grandi, perche' alle Canarie lo sanno bene che l'acqua e il petrolio non conoscono confini. Le conseguenze di uno scoppio e l'inquinamento giornaliero non si fermano a 50 chilometri.  Il fatto che il Marocco sia un paese extra-UE complica le cose, perche' ovviamente e' una giurisdizione diversa e al di fuori dei vari accordi europei.

Dal canto suo, l'ENI dice che le acque marocchine sono "sotto-esplorate" e promettenti. Le concessioni che hanno sono chiamate blocchi 190, 191 e 195.   L'area e' di 23,900 chilometri quadrati.

L'estensione delle isole Canarie e' di 2,900 chilometri quadrati.

La concessione e' quasi dieci volte tanto!

Gli accordi preliminari sono stati firmati il 20 dicembre 2017 con la petrol-ditta nazionale del Marocco, ONHYM per trivellare Tarfaya. Le citta' marocchine interessate si chiamano Sidi Ifni, Tan Tan e Tarfaya. ENI sara' proprietaria del 75% delle concessioni e ne sara' l'operatore, cioe' trivellera', e il restante 25% restera' alla ONHYM. 

Le prime trivelle arrivarono attorno alle Canarie l'estate del 2014 con un pozzo esplorativo chiamato TAO1 a 3,500 metri di profondita'. Il pozzo era appunto della Galp portoghese e dell'Australian Tangiers Petroleum che pero' abbandonarono l'impresa perche' -- secondo loro -- il pozzo non era economicamente redditizio.


Dopo qualche mese arrivo' la Repsol spagonla a trivellare alla ricerca di gas, arrivando a 3,000 metri. Stesso risultato: il gas fa schifo. Anche la Repsol abbandona il progetto detto Sandia.

Le proteste impazzarono a livello globale. 
 
Non si sa bene come andra' a finire questa volta. L'ENI dice che per ora vuole solo i permessi e che se, ovviamente, il petrolio non si concretizzera',  e non sara' sufficente per garantire ritorni soddisfacenti non andranno avanti.  Dicono anche che il fatto che portoghesi, australiani e spagnoli non ci sono riusciti negli anni scorsi, non significa niente: potrebbe essere che loro avranno maggiore fortuna, o migliore presa dati per trivellare nel modo piu' efficace possibile!

Dicono agli investitori che questo e' quello che gli e' successo in Egitto, dove tutti dicevano che le riserve di greggio erano scadenti e loro invece alla fine sono riusciti a scovare il campo Zohr che in questo momento rappresenta il piu' grande giacimento di gas del Mediterraneo, con riserve stimate di 850 miliardi di metri cubi. 

Ma si sa, non occorre credere mai alle cose che dicono i petrolieri, quale che sia il loro nome!

Ai residenti delle Canarie invece l'ENI ha detto di star tranquilla, che li tratteranno bene: dopo tutto hanno concessioni anche in Puglia. 

Io invece ai residenti delle Canarie dico: e' tutta propaganda, non credeteci. 

L'ENI ha distrutto ogni cosa che ha toccato, da Gela a Viggiano, da Porto Marghera a Ravenna, e si, fino in Puglia.




 



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